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sabato 3 agosto 2013

REDENTORE

 20 luglio 2013

Non solo moto ma sempre mare. 
Erano anni che non andavo a vedere i fuochi  di Venezia, l'ultima volta ero su un pescherccio con i miei genitori e non ricordo nemmeno i fuochi, probabilmente dormivo già.
Quest'anno Juri voleva organizzare l'uscita, aveva già i contatti per il noleggio della barca, bastava solo organizzare un gruppo e partire puntando verso Venezia.







Juri, Igor e Maicol sono andati a fare la spesa. Mi dispiace cadere su un clichè ma tre uomini, un supermercato e un pò di soldi sono un incrocio un pò pericoloso. E meno male che avevano una lista della spesa, che ovviamente non hanno seguito, con analcolici, stuzzichini e altri ingredienti da portarmi per la cena. Diciamo che al loro ritorno avevamo abbastanza patatine e circa 2 dozzine di uova da poter sfamare altre due barche. Fortunatamente non avevo dato a loro il compito sull'alcol ma a Matteo e Anna che hanno seguito le mie indicazioni alla lettera.  


Sabato mattina mi sono svegliata presto per preparare alcune torte salate e un po' di insalata di riso, non vi dico il panico quando una scatola e mezza di riso ha assorbito tutta l'acqua della pentola, che ora so non essere abbastanza grande per tali quantità... in qualche modo ce l'ho fatta e alle 2.30 ci siamo diretti verso lo yacht.
Ci siamo incontrati all'isola dell'unione: 11 persone pronte per vivere una bella esperienza in barca...
Dirigendoci a Venezia ci siamo fermati a fare il bagno e a bere l'aperitivo con un brindisi al redentore e alla bellissima giornata di sole che stavamo vivendo.
Una volta attraccati a Venezia abbiamo cenato sulla barca, il mio riso era leggermente insipido ma con tutto quello che c'era non so nemmeno se se ne siano accorti.


Abbiamo ballato, anche su altre barche, e alle 11.30 abbiamo assistito a circa 40 minuti di fuochi d'artificio. Le barche hanno spento la musica contemporaneamente  e le persone si sono messe con il naso allinsù a guardare quelle belle "luci colorate". 
Lentamente la laguna davanti a San Marco ha cominciato a svuotarsi e le grandi barche hanno riportato a casa persone annebbiate dall'alcol e dalla stanchezza,  ma felici per aver trascorso  un lungo pomeriggio in mezzo al mare...


domenica 9 giugno 2013

BARCIS hovercraft

Lago di Barcis 01-02 giugno




 Ho cercato di scrivere sul week end del primo giugno per tutta questa settimana ma, tra impegni di lavoro, sempre più esplicite richieste di attenzioni da parte della mia casa e una figlia che vuole sempre giocare, non sono riuscita ad occuparmi del blog. Ci pensavo spesso però, in cerca della cosiddetta ispirazione e ora che sono tranquilla, seduta in divano e con un foglio elettronico bianco davanti, questo soggetto indefinito dovrebbe condurre le mie dita sulla tastiera e invece, ciò che guida il mio pensiero, è una frase in un cartone animato che ho visto un paio di giorni fa.   
"A volte per fare un passo avanti bisogna farne uno indietro" citazione di una foca marina.
Questo è il filo guida che deve guidare la lettura di questo racconto.




 Ci siamo incontrati con i nostri compagni di viaggio, Igor, Mirco, Maicol e Gaia, subito dopo pranzo nella più totale incertezza. Sapevamo che dovevamo arrivare a Barcis, un paese in provincia di Pordenone, ma non sapevamo che tempo aspettarci: le previsioni annunciavano pioggia e ancora pioggia.
Ma che ci fà un amante del mare in un Lago di montagna??? Semplice quello che fà al mare...





 L'associazione di hovercraft del friuli aveva organizzato una gara sul lago e, non so come, ci siamo trovati coinvolti. Doveva trattarsi di una semplice esibizione di jet, nell'intervallo tra una manche e l'altra di hovercraft, ma non mi sarei mai aspettata di ritrovarmi all'interno dei mille racconti di Juri sull'origine della sua passione.
La gentilissima Signora Luisa ci ha accolto in una struttura sulla riva del lago, ci ha mostrato le nostre stanze e ci ha chiesto se volevamo cenare con loro e, ancora un po' disorientati, abbiamo accettato. 
Non avevo mai visto gli hovercraft e Juri e i suoi amici hanno facilmente fatto amicizia con piloti ed accompagnatori, interessati dal motore degli hovercraft e dalle tecniche di guida. In barba al brutto tempo hanno scaricato il Jet Kawasaki dal furgone e battendo i denti hanno sfidato il gelo dell'acqua e hanno corso per la prima volta su un lago di montagna divertendosi tantissimo.



Abbiamo cenato su uno stanzone con tavole lunghe e questo ci ha dato la possibilità di parlare con persone appassionate di sport: ci hanno raccontato delle loro avventure ed esperienze fatte nel loro mondo ed abbiamo raccontato gli aneddoti più significativi vissuti con quad e moto d'acqua. 
Ritrovarsi in un ambiente così familiare e genuino, correre con i jet e avere accanto persone attive e con voglia di vivere esperienze nuove hanno risvegliato in mio marito vecchie emozioni e sapori.




 La domenica ci ha raggiunto Davide, la prima persona con cui Juri abbia trovato un notevole feeling, e per nulla spaventati dall'acqua fredda (sembra una ripetizione ma, è una delle cose che più mi stupiva, non avrei toccato quell'acqua nemmeno se mi pagavano), si sono divertiti come matti a fare freestyle come ai vecchi tempi. 





 Ed ecco il passo indietro: un ambiente stimolante, amici con passioni fresche e la riscoperta di vecchie sensazioni... I jet e le sue emozioni, una moto che non ha binari e che ti lascia la possibilità di avere uno stile in piena libertà.
E questa è la mia considerazione: A volte un tuffo nel passato può darti uno stimolo per il futuro...