lunedì 29 aprile 2013

Fano 2013


FANO: 25 APRILE 2013

Quest'anno il campionato italiano di moto d'acqua ha dato non poche preoccupazioni a mio marito. Il bello, ma allo stesso tempo il brutto dei campionati è che ogni anno spiccano le moto con maggiori prestazioni, quelle che danno maggior affidabilità ma soprattutto quelle più veloci. Le regine ormai da un paio d'anni sono le Kawasaki 300. Una bella moto dal punto di vista estetico e un buon compromesso tra velocità ed affidabilità se hanno una continua e costante manutenzione. Non vi nascondo che costano una follia, a mio parere, soprattutto nei consumi di benzina, considerando i prezzi che il mercato ci offre. I pochi privilegiati che acquistano queste moto sanno già che avranno buone possibilità di essere protagonisti di rilievo del campionato Italiano. Mi chiederete cosa ci sia di brutto in questo? Niente di particolare, anzi forse l'aggettivo brutto non è nemmeno il più appropriato, ma questo è quello che ho visto a questa prima gara di campionato: una gara monomarca su 16 iscriti 13 piloti avevano i kawasaki 300.
Per curiosità sono andata a controllare gli iscritti negli anni passati; risultato:
 35 iscritti nel 2012.
 38 iscritti nel 2011
46 iscritti nel 2010
63 iscritti nel 2009
85 iscritti nel  2008
Impressionante!!!
Vi spiego come siamo arrivati a questo punto. Il campionato si divideva in varie categorie: Amatori, master, stock e superstock. E' semplice da capire (se ci sono arrivata io): gli amatori sono piloti alla loro prima esperienza in campionato; nella categoria Master si possono iscrivere i piloti che hanno più di 45 anni; nella stock ci sono moto che gareggiano, così come sono uscite dal concessionario mentre, nella Super stock, ci sono  moto che sono state preparate e con ovviamente maggiori prestazioni.
Nonostante la crisi economica che tutti conosciamo questo sport di lusso manteneva i suoi appassionati e i suoi sportivi che si allenavano ogni domenica per creare fiato e la dovuta muscolatura per tenere sotto controllo questi bolidi.

 Lo scorso anno la federazione aveva inserito i kawasaki 300 direttamente nella Superstock, visto il divario di potenza con le altre marche (che si aggirano intorno ai 260 cavalli), per cui è semplice immaginare cosa è successo quest'anno quando la FIM ha dato la possibilità ai kawa 300 di partecipare nella Stock. Un pilota immaginario, con una normale moto, avrebbe potuto pensare: " Ma chi me lo fa fare di allenarmi all'estremo, spingendo la moto  e  rischiando che si rompa, per partecipare ad una gara che non solo ho già perso in partenza ma che mi deprime vedendomi quasi doppiato?" e chi gli può dare torto???
Questo il ragionamento, più che logico, che ha portato molti piloti a rinunciare a priori al campionato.



Mio marito ha partecipato, con un Kawasaki 260 e nonostante il suo talento innato (e non lo dico solo io) era tra le ultime moto. Un'altra novità assurda di quest'anno è che è stato obbligato ad iscriversi nella super stock perché in passato aveva vinto il campionato. Ora, che centra!!?? ha una moto originale, in più 260, e si deve scontrare con persone che non solo hanno i 300 ma preparati... cosa centra che abbia vinto in passato il campionato? era un'altra moto, preparata per correre e vincere... questo proprio non lo capisco.
Alla fine è arrivato quarto perché, come ormai ho capito, più potenza hai, più ci metti le mani, più possibilità hai di rompere e quindi di perdere punti. Si ma si può gareggiare così??? sperando che gli altri rompano??? I suoi occhi erano non dico depressi ma sicuramente spenti.



 Come gli dico sempre, l'importante non è vincere ma divertirsi, il problema è che non si è divertito e nemmeno stancato. Gli scorsi anni, quando si combatteva, finiva un tubetto di crema Voltaren per dolori muscolari, quest'anno non solo non voleva l'acqua ma quella crema è stata appena aperta. 
Ma Juri aveva già previsto tutto, 2 manche da 20 e 30 minuti non l'avrebbero soddisfatto, soprattutto con quelle premesse; così il giorno dopo...

                                                                         
 26 Aprile 2013

L'endurance l'aveva deluso ma a questo era preparato. Nelle settimane precedenti, aveva più volte considerato il fatto di non partecipare, come avevano deciso di fare il resto del suo Team, ma a me quest'idea non andava molto e così ho spinto perché partecipasse almeno alla prima tappa. Pessima idea, come il mare, anche mio marito sembrava privo di energie. Però non avevo considerato che lui ha sempre molte risorse e un ottimo piano B sempre pronto.
Dimenticavo la ciliegina sulla torta della Fim e chiedo scusa se sembro polemica ma mi ha dato proprio fastidio: Tutti i piloti erano OBBLIGATI ad indossare la casacca bianca della FIM con i loro Sponsor che, nemmeno a farlo apposta, sono competitor di mio marito. Ora, capisco che non hanno fondi, ma mettere l'obbligo mi sembra assurdo. Ovviamente mio marito, per nulla polemico, è stato l'unico che ha pagato i 50 euro di "multa" e ha corso con la sua pettorina rossa e i suoi Sponsor. Un Grande!!!



Beh, tornando al suo piano B.  Ha portato un'altra moto a Fano, una moto che lui ha sempre adorato, un Blaster 800.
Non è bellissima, è piccola e molto agile, tutto un'altro mondo rispetto alle nuove moto, ma sempre con il suo fascino. Il suo piano era "un tour de force". Fare l'endurance da 40 minuti scendere dal Kawa e salire sul Blaster per fare circuito nella F3, categoria amatori visto che non aveva mai fatto circuito, fare le due manche e in più fare la coppa super campione.
Mirco, un ragazzo che ha sempre aiutato il team KJT in campo gara, non smetteva di ripetere "è pazzo", "ma come fà", "non può" e poi, dopo il primo giro di prova del circuito, tornano da me ridendo, con quel sorrisetto che hanno i bambini cattivi quando si accingono a fare una bravata.
Mi dice:" ho rotto i supporti del motore" e rivolgendosi a Mirco "andiamo a prendere cinghie, fascette e nastro americano" (quello nero per intenderci).



 Mirco non smetteva di ridere andava su e giù dalla moto, dove Juri stava trafficando, al Quad, dove c'erano gli attrezzi e mi guardava tutto stranito e sorridente. Juri però aveva il tempo contato la terza manche dell'endurance stava per iniziare.
La scena: Il Blaster sopra il carrello in mare, con mezzi bulloni ancora da stringere, Mirco che teneva il kawasaki e Juri a riva pronto a correre sulla sua moto e a partire.
Durante quell'ultima manche molti hanno rotto e sono stati costretti al ritiro e le classifiche del giorno prima hanno subito molti cambiamenti. Ma a noi questo non importava, io e Mirco continuavamo a guardare Juri e il Blaster e in silenzio ascoltavamo il presentatore della manifestazione richiamare la categoria F3 del circuito in posizione pronti per partire.
Bandiera a scacchi, la gara era finita ma non per mio marito. Ha lasciato la moto a Mirco, è corso al Blaster l'ha chiuso e si è messo in posizione. Pochi minuti dopo, la partenza. Ero un pò preoccupata, mi aveva sempre detto che non faceva circuito perché lo vedeva troppo pericoloso ed ora stava facendo una gara stanco da 40 minuti di endurance e con una moto legata con  fascette e nastro americano.
La gara dopo 20 minuti era finita e lo sguardo soddisfatto di mio marito era l'unica cosa che avevo desiderato. "Mi sono divertito tantissimo!!"


Durante la manche successiva, all'ultimo giro, la moto ha ceduto. Non le fascette però, non sò cosa di preciso, ma ha dovuto ritirarsi. Non ha potuto portare a termine il suo piano, e non so se potrà ripresentarsi un'altra occasione, ma sono sicura che ci sarebbe riuscito. Forse continuerà con il circuito o forse si inventerà qualcos'altro ma sono sicura che ora ha tutti gli elementi per individuare, nel suo mondo, l'emozione che deve cercare.


sabato 20 aprile 2013

Blaster DAY

   Sabato 13 Aprile.

''Only For Fun''



Splendida giornata per mettere alla prova l'acquisto di una vecchia conoscenza:
Yamaha Blaster 800 


 Il primo week end di sole a Sottomarina, un'occasione troppo invitante per lasciarsela sfuggire.



 A mio marito Juri e al suo complice Igor sono bastati 20 litri di benzina, mezzo d'olio e la volontà di provare vecchie emozioni.


 Onda lunga, mare calmo e sole: il suo cocktail preferito!!!

martedì 9 aprile 2013

Laguna Sud

Domenica  7 Aprile


Come ogni domenica mio marito ha organizzato una gita con i suoi amici. 

Questa domenica hanno rivissuto gli anni 80 con la nostra nuova
 kawasaki 250 e con una yamaha xt 500.




Mi ha raccontato dei lunghi sterrati,  argini fangosi e della laguna di Venezia.



 Hanno percorso circa 70 km di fuori strada divertendosi un casino.


Tranquilli le moto sono state tirate a lucido...  


lunedì 8 aprile 2013

Kawasaki TAVULLIA


Kawasaki 250 del 1979

Mi arriva un messaggio: domani riesci a prenderti la mattinata?
4 aprile 2013 sveglia 6:30
Partiamo con il nostro furgone per nulla appariscente e soprattutto nel pieno anonimato.
Il nostro mezzo di trasporto in origine era tutto bianco ora, nelle fiancate e nel retro, ci sono immagini di mio marito in moto d'acqua, quad, moto cross e sidecar.
Nel programma ci sono circa 200 km, partenza Chioggia destinazione Tavullia (Pesaro e Urbino) circa due ore e mezza, ovviamente rispettando tutti i limiti di velocità.
Durante i nostri mini viaggetti  abbiamo sempre molto tempo per parlare, visto che la radio non si sente bene e non c'è il lettore cd ma un mangia nastri (da quanto tempo non si usa questa frase "mangia nastri" ?!) e di cassette nemmeno l'ombra.
Quindi, appena usciti da Chioggia io formulo la solita domanda: Dove andiamo di preciso?
Comincia dicendo un po' di frasi per me senza senso, tipo: "nelle vicinanze di dove ho comprato... (chi sà quale moto)" informazione inutile; "lì vicino ho fatto una gara di moto d'acqua" altra informazione inutile; "è il paese in cui è nato Valentino Rossi" la notizia era interessante ma non decisiva, andavamo in zona romagna. L'accento romagnolo è un marchio di fabbrica. Quindi, dopo alcuni sguardi e qualche nuvoletta con i punti di domanda mi guarda e dice : "Marche". Ok, perfetto, mi basta.
Della moto che voleva prendere ne sapevo già abbastanza. Si trattava di una kawasaki 250 del 1979,  tutta originale e a sentir lui, probabilmente l'unica moto immatricolata in Italia.
E quest'ultimo punto  rendeva la moto unica e degna della sua attenzione.
Durante il viaggio mi ha spiegato le caratteristiche della moto, ma non chiedetemi nulla non ricordo un solo particolare, anzi ora che ci penso diceva che era una moto del '79 ma con impostazione dei primi anni '70. Mi ha anche spiegato la differenza ma... il vuoto, credo che il mio cervello si disconnetta quando parla di motori.
Siamo arrivati a destinazione, abbiamo incontrato il venditore e mio marito ha controllato la moto. Cosa controlli, non lo sò! Per me è una bella moto. Davvero, non solo in confronto alle moto d'epoca e non che negli anni aveva acquistato. Un bel verde kawasaki, lucida tenuta proprio bene, considerando l'età.
In moto al primo colpo, questo lo sò anch'io, se una moto parte subito è un buon segno.
Ha fatto un giro e io ne ho approfittato per fargli qualche foto. Io lo conosco bene, la moto gli piaceva e tanto anche. Combina con il venditore, una corsa all'Aci per i passaggi e via di nuovo in macchina.
Mi ha riportato a lavoro con un'ora di ritardo, nessun problema.
Il bello è che mi è venuto a prendere con la moto dopo averla sottoposta a revisione e assicurata. Abbiamo fatto un giro, la moto va benissimo ed è iper comoda. Perfetta per il nostro progetto.
Ops... forse questo non dovevo dirlo.





domenica 7 aprile 2013

LUI...Vive nel suo mondo!


VI è mai capitato di dire la frase : Lui... Vive nel suo mondo!

A me si e ne vado fiera.
Mi presento sono l'esatto opposto di mio marito:
Lui impulsivo, io riflessiva;
Lui intraprendente, io non solo ci penso per giorni, ma chiamo mia madre per avere una spinta;
Lui intuitivo e (mi perdoneranno i genitori per il teorico cattivo esempio) poco studio e tutta pratica, io beh, tutto quello che so l'ho letto nei libri.
Lui vuole l'avventura e ama le novità, io voglio stabilità e non mi piacciono le sorprese.
Ok, non sono un tipo poi così noioso, sono sempre stata un tipo regolare che, come dico sempre a mio marito, ama stare sotto la sua campana di vetro.
Beh, pensandoci bene, anch'io vivo nel mio mondo!
Ma arriviamo al punto, sono otto anni che, come dire... interagisco con il suo mondo, a volte mi lascio coinvolgere, altre volte mi scontro ma alla fine lo ammetto, se non avessi lui la mia vita avrebbe ben poche emozioni.
Dicono di noi:
I suoi amici:" Sei un grande e tua moglie non ti dice nulla? La fanno santa..."
Le mie amiche: " ma come gli vengono in mente queste cose?"
Le mogli/fidanzate dei suoi amici: "cerca di tenere sotto controllo tuo marito altrimenti il mio si lascia coinvolgere".
E voi che leggete cosa dite? imparerete a conoscere il NOSTRO mondo?